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Cosa devi sapere sulle direttive europee sulla qualità dell’aria ambiente

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Cosa sono le direttive europee sulla qualità dell’aria ambiente e come sono entrate in vigore?

Un’aria pulita è fondamentale non solo per la nostra salute, ma anche per l’ambiente. Tuttavia, la qualità dell’aria è peggiorata sensibilmente a causa delle attività antropiche, principalmente quelle di carattere industriale, legate alla produzione di energia, al riscaldamento domestico, all’agricoltura e ai trasporti.

Nell’UE, l’inquinamento atmosferico è la principale causa delle malattie di origine ambientale. Esso provoca infatti patologie gravi (come asma, disturbi cardiovascolari e cancro ai polmoni per citarne solo alcune). Inoltre, l’inquinamento dell’aria danneggia anche l’ambiente e gli ecosistemi per via di immissioni eccessive di azoto e delle piogge acide. Ed ha pure dei costi elevati da un punto di vista economico. Per affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico e realizzare l’obiettivo di azzerare l’inquinamento nel territorio dell’Unione fissato per il 2050, l’UE ha adottato una politica globale, il “pacchetto aria pulita”, fondata su tre caposaldi: adozione di norme relative alla qualità dell’aria ambiente, riduzione delle emissioni di inquinanti dell’aria e adozione di norme sulle emissioni disciplinanti le principali fonti di inquinamento.

Nell’UE, l’inquinamento atmosferico è la principale causa di malattie di origine ambientale.

L’UE ha adottato politiche interessanti la qualità dell’aria a partire dagli anni Ottanta. Le attuali Direttive sulla qualità dell’aria ambiente hanno recepito dalla normativa precedente molte disposizioni, comprese parecchie norme relative alla qualità dell’aria. Nell’ultimo decennio, queste politiche hanno contribuito al decremento degli sforamenti di moltissimi inquinanti dell’aria. Tuttavia, la criticità costituita dalla qualità dell’aria è lungi dall’essere risolta. Anche se il numero di persone esposte all’inquinamento atmosferico è significativamente diminuito negli ultimi decenni, si continuano a registrare sforamenti costanti rispetto ai livelli consentiti dalle norme UE sulla qualità dell’aria per molti inquinanti. Queste direttive sono state redatte per definire dei metodi condivisi per monitorare e valutare la qualità dell’aria ambiente nell’UE e per fornire informazioni in merito.

Con le direttive sulla qualità dell’aria ambiente sono state introdotte numerose norme. Le direttive sulla qualità dell’aria dell’UE, in particolar modo la Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa e la Direttiva 2004/107/CE sui metalli pesanti e gli idrocarburi policiclici aromatici nell’aria ambiente, hanno stabilito dei valori limite per le concentrazioni di inquinanti che non dovranno essere superati in un determinato periodo di tempo. In caso di sforamento, i governi devono sviluppare e adottare dei piani per il risanamento della qualità dell’aria, i quali dovranno tendere a portare le concentrazioni di inquinanti atmosferici a livelli inferiori a quelli dei valori limite e target.

Vorreste conoscere il contenuto delle attuali norme in materia fissate dalle Direttive sulla qualità dell’aria? Potete dare un’occhiata qui: Norme UE sulla qualità dell’aria (europa.eu)

Come i provvedimenti sull’inquinamento atmosferico incidono sulla produzione di motori a combustione interna (meccanismi fissi e mobili)?

Se si deve affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico e raggiungere l’obiettivo di azzerare l’inquinamento nell’UE entro il 2050, sarà necessario adottare delle misure per disciplinare al meglio svariati settori industriali. Per questo motivo, l’UE ha adottato diverse direttive al fine di stabilire delle norme destinate sia al settore automobilistico sia a quello industriale. Tra esse si annoverano la Direttiva sull’impegno alla riduzione delle emissioni nazionali – Agenzia europea dell’ambiente (altresì detta NEC, disciplinante il settore automobilistico) (europa.eu) e la Direttiva 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali (consultabile sul sito EUR-Lex, con numero CELEX 32010L0075, in lingua italiana) (europa.eu).

Nel complesso, proprio come previsto dall’obiettivo di azzeramento dell’inquinamento nell’UE entro il 2050, le direttive hanno le seguenti finalità:

  • favorire il raggiungimento di livelli di qualità dell’aria tali da prevenire effetti negativi rilevanti sulla salute umana e sull’ambiente
  • sostenere la biodiversità e la tutela degli ecosistemi
  • promuovere le sinergie con altri obiettivi UE come quelli attinenti a clima ed energia
Se dobbiamo affrontare il problema dell’inquinamento atmosferico sarà necessario adottare delle misure per disciplinare al meglio svariati settori industriali.

Perché le persone confondono di frequente il Green Deal e le Direttive sulla qualità dell’aria?

Accade molto di frequente che le persone confondano il Green Deal e le Direttive sulla qualità dell’aria.

Entrambe le serie di norme hanno ad oggetto gas ed emissioni generiche, ma la netta differenza che le contraddistingue interessa i tipi di gas e di inquinanti dell’aria con effetti nocivi che ciascuna di esse disciplina. Mentre il Green Deal prende in considerazione i gas serra (anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto (N2O) e ozono (O3)), le Direttive sull’aria hanno ad oggetto inquinanti atmosferici pericolosi come ossidi di azoto, ossido di zolfo e diversi tipi di particolato.

Perché è importante che siano state adottate le Direttive sulla qualità dell’aria?

Come sopra enunciato in relazione all’obiettivo ricordato, le direttive hanno implicazioni dirette per qualsiasi attività industriale focalizzata sulla produzione di motori a combustione interna (le cui emissioni con ogni probabilità saranno di inquinanti atmosferici nocivi e particolato). Per di più, con l’impegno dell’UE al contrasto dei cambiamenti climatici, alla riduzione delle emissioni (le norme UE sulle emissioni interessanti le classi di veicoli Euro 1 – Euro 6/VI e la più recente Euro 7) e al miglioramento della qualità dell’aria, d’ora in poi le restrizioni diverranno sempre più stringenti e cogenti.

La fase successiva delle Direttive sulla qualità dell’aria ambiente:

Allo stato attuale delle cose, sono già in fieri dei piani di revisione per un adeguamento alle norme suggerite dall’OMS e alle norme sulle emissioni in fase di adozione come parte del Green Deal. In un comunicato stampa dell’ottobre 2022 era già stata prospettata l’adozione di misure più severe, che attualmente sono in fase di introduzione. In particolar modo si tratta di:

  • rafforzare la posizione dell’opinione pubblica contro l’inquinamento: singoli e collettività che vivano nei pressi delle zone più colpite avranno diritto di chiedere il risarcimento dei danni subiti a coloro che hanno violato quanto statuito dalle direttive.
  • Aumentare l’accesso ai dati (importanti): report ESG, accesso libero e trasparente ai dati concernenti le emissioni e l’inquinamento.

Si prospetta di ridurre di più della metà il valore limite annuale del principale inquinante, il particolato sottile (PM2.5). La revisione della normativa assicurerà che le persone vittime di danni alla salute causati dall’inquinamento atmosferico avranno il diritto di essere risarcite a fronte di violazioni delle norme UE sulla qualità dell’aria. Esse avranno anche il diritto di essere rappresentate da organizzazioni non governative mediante azioni collettive risarcitorie. L’attuazione della proposta comporterà anche una trasparenza maggiore nell’accesso alla giustizia, l’applicazione di sanzioni efficaci e una migliore informazione del pubblico in materia di qualità dell’aria. Le nuove leggi sosterranno le autorità locali rafforzando le disposizioni sul controllo della qualità dell’aria, sull’elaborazione di modelli e sull’adozione di piani sulla qualità dell’aria ottimizzati.

La Commissione propone l’adozione di norme per un’aria e un’acqua più pulite (europa.eu) – Ott. 2022

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